Risposte a domande e ad obiezioni circa il veganismo

Cosa dire delle piante? Non sono senzienti anche loro?

Tutte le prove portano alla conclusione che le piante non sono senzienti, come viene spiegato qui. Non dispongono di un sistema nervoso o di altre strutture in grado di svolgere funzioni simili a quelle riscontrate all’interno del corpo degli esseri senzienti. Per questo motivo, non sono in grado di provare sensazioni, e di conseguenza non possono provare dolore. Questo supporta quanto ci è possibile osservare, ovvero che le piante non sono esseri con comportamenti analoghi a quelli degli esseri coscienti. In aggiunta, possiamo considerare la funzione che svolge la coscienza. La coscienza si è sviluppata ed è stata considerata nell’arco della storia naturale come mezzo per motivare le azioni. In questo senso, essere senzienti sarebbe assolutamente inutile per le piante, dal momento che non è loro possibile scappare dai pericoli o compiere altri movimenti complessi.

Alcune persone parlano di “intelligenza vegetale” e di “reazione agli stimoli” da parte delle piante, ma questo si riferisce ad alcune capacità che non implicano la presenza di alcuna forma di sensibilità, sentimenti o pensiero.

Nonostante quanto sostenuto da alcuni, affermare il contrario di quanto appena evidenziato non ha alcuna base scientifica. Si sente a volte dire che secondo alcuni studi scientifici le piante hanno dimostrato di essere coscienti, ma questo non è altro che un mito. Non esiste alcuna pubblicazione scientifica a sostegno di questo argomento.

 

Gli animali vengono uccisi comunque, quindi perché dovrei essere vegano?

Gli animali vengono feriti e uccisi in allevamenti e macelli a causa della forte domanda di prodotti di derivazione animale. Comprando questi prodotti contribuiamo alla domanda, con la conseguenza che sempre più animali verranno sfruttati in futuro. Diventando vegani non salviamo quegli animali che sono già stati uccisi, ma possiamo impedire che altri facciano la stessa fine.

 

Non dovremmo considerare accettabile il mangiare animali se li alleviamo e uccidiamo senza causare loro dolore?

Diamo importanza alla nostra vita e generalmente consideriamo il fatto di uccidere qualcuno come un danno terribile nei confronti di quella persona. Questo è perché quando moriamo finiamo per perdere tutte le esperienze positive che avremmo altrimenti potuto avere in futuro. Per questa stessa ragione, la morte non è un fattore negativo solamente per gli umani, ma per tutti gli esseri che possono avere esperienze positive nell’arco della loro vita. Questo comprende tutti gli animali senzienti in grado di provare sofferenza e piacere. Chiunque abbia vissuto con un animale, ad esempio con un cane, è in grado di comprendere questa posizione: quando questi animali muoiono, ci è chiaro che sarebbe stato meglio se avessero potuto continuare a vivere.

In questo senso, anche se fosse possibile uccidere gli animali senza causare loro sofferenza, staremmo comunque facendo loro del male. Li priveremmo in ogni caso della possibilità di avere future esperienze positive.

In aggiunta, è importante ricordare che è impossibile sfamare milioni di persone con prodotti di derivazione animale senza finire per sfruttarli terribilmente. Non sarebbe possibile allevare in condizioni favorevoli miliardi di animali necessari ogni anno per andare in contro a questa domanda.

Lo stesso è vero per le modalità usate per ucciderli. Consideriamo, ad esempio, quello che succede nei macelli, dove molti animali vengono accidentalmente bolliti o scuoiati mentre sono ancora vivi (tralasciando i casi di crudeltà intenzionale). Questo accade poiché chi lavora nei macelli dovrebbe altrimenti andare ad un passo molto più lento. La domanda per i prodotti di origine animale, tuttavia, richiede che milioni di animali vengano uccisi ogni minuto.

Inoltre, la stragrande maggioranza degli animali uccisi per il consumo umano sono animali acquatici, come i pesci, ed è praticamente impossibile ucciderli in modo indolore quando vengono pescati.

 

Non è naturale mangiare carne?

La nostra biologia non ci obbliga a nutrirci di animali. Possiamo mangiare prodotti di origine animale, ma ci è anche possibile mangiare altre cose. Entrambe le opzioni sono assolutamente compatibili con la nostra natura biologica. Più precisamente, soltanto perché qualcosa è o non è naturale non significa necessariamente che sia la cosa giusta da fare. Molte cose naturali come gli uragani, la malaria e l’ebola sono estremamente dannose. Inoltre, ci sono molti comportamenti che gli esseri umani hanno avuto per lunghissimo tempo e che sono chiaramente discutibili, compresi atteggiamenti di violenza nei confronti degli altri. Si potrebbe dire che questi comportamenti siano naturali. Quello che risulta importante in questo contesto è che per opporci a tali atteggiamenti non abbiamo bisogno di opporci all’idea che siano appunto naturali. Possono anche esserlo, ma accettare questo non implica di dover ammettere che siano qualcosa di positivo.

I nostri antenati non avevano case, libri, o assistenza medica come invece li abbiamo noi oggi, ma questo non significa che dobbiamo rifiutare queste cose per vivere in modo naturale. Piuttosto, le nostre scelte possono essere fatte sulla base di cosa sia meglio o peggio. Nel caso dell’alimentazione, ciò che è importante tenere a mente è chi potrebbe essere danneggiato dalle nostre decisioni.

 

Se un animale ci dovesse attaccare, non saremmo giustificati ad ucciderlo? In questo caso, non è giustificabile uccidere degli animali?

Alcune persone affermano che uccidere un animale che ci attacca sia giustificato, mentre altri non sono d’accordo. Tuttavia, nessuno può affermare che questo renda accettabile uccidere altre persone indiscriminatamente. Lo stesso è applicabile nel caso degli animali. Tutto questo non tiene conto del fatto che, ovviamente, gli animali che sfruttiamo non ci stanno attaccando. Piuttosto, siamo noi ad attaccare loro.

 

Se ci trovassimo in un’isola deserta e l’unico modo per non morire fosse uccidere animali non umani, non saremmo giustificati a farlo?

Alcune persone risponderebbero con un “sì” a questa domanda, mentre altri potrebbero dire il contrario. Tuttavia non ci troviamo in un’isola deserta senza accesso a cibo di origine vegetale. Piuttosto, possiamo decidere di cosa nutrirci. Di conseguenza questa domanda non ha rilevanza nella decisione di diventare vegani. Quello che importa è che possiamo evitare di fare del male ad altri esseri, e abbiamo il potere di farlo.

 

Cosa accadrebbe agli animali addomesticati se tutto il mondo diventasse vegano?

Il numero di animali addomesticati diminuirebbe drasticamente, in quanto questi animali non sarebbero più costretti ad una riproduzione forzata a causa dell’industria. Non ci sarebbero più miliardi di animali che vengono al mondo solo per soffrire terribilmente e venire infine uccisi mentre sono ancora giovani.

 

Se un gran numero di persone diventassero vegane, chi lavora nell’industria di sfruttamento animale non finirebbe per perdere il lavoro?

Se la domanda per prodotti di origine animale diminuisse e sempre più persone diventassero vegane, si andrebbero a creare nuovi posti di lavoro, tuttavia se ne andrebbero a perdere nelle industrie basate sullo sfruttamento animale. Dobbiamo però tenere conto che gli animali sfruttati per il consumo umano soffrono pene decisamente peggiori della perdita di un lavoro. Essere disoccupati non è piacevole, ma è una situazione che può essere cambiata, mentre essere uccisi non è soltanto spiacevole, ma rappresenta un danno irreversibile per gli esseri senzienti. La maggior parte di noi preferirebbe perdere il lavoro piuttosto che perdere la vita.

Animal Ethics in altre lingue