L’uso di animali utilizzati nell’istruzione primaria e secondaria

La maggior parte degli animali usati nell’ambito dell’istruzione vengono sottoposti alla dissezione. Non sono disponibili dati per tutti i Paesi, ma si stima che negli Stati Uniti vengano utilizzati per la dissezione quasi 6 milioni di vertebrati, metà dei quali sono rane. L’uso delle rane per la dissezione è una pratica che viene utilizzata regolarmente da decenni nelle lezioni di biologia durante l’istruzione secondaria, ma vengono sezionati anche altri animali non umani, inclusi feti di maiali provenienti dall’industria della carne e cadaveri di volpi e visoni provenienti dall’industria delle pellicce. Vengono inoltre usate anche diverse specie di invertebrati, come cavallette e lombrichi.

Nonostante la dissezione sia una pratica frequente in alcuni Paesi, inclusi gli Stati Uniti, non è molto comune in altri, come nell’Unione Europea.

A volte, invece dei corpi interi,vengono utilizzati per gli esperimenti solo alcune parti degli animali, come gli organi. Tra le parti usate più di frequente ci sono cuore, occhi, polmoni e cervello (soprattutto di maiali, mucche, polli e pecore). Essi vengono spesso dissezionati per studiarne la struttura interna.

Un’altra pratica consiste nell’incubare delle uova finché non si schiudono per osservare questo processo. Normalmente i pulcini vengono uccisi quando l’esperimento finisce, poco dopo essere nati. A volte viene suggerito agli studenti di portare gli animali a casa, ma ciò non avviene molto spesso. Anche se vengono portati a casa dagli studenti, i pulcini possono venire dimenticati o abbandonati poco dopo, lasciati a provare grandi sofferenze e ad affrontare una morte certa.

In altri casi gli animali sono usati come “animali domestici” per le scuole. Solitamente vengonotenuti in gabbia e l’intera classe si prende cura di loro. Questi animali vivono in spazi confinati da cui non possono uscire. Gli animali sociali spesso non hanno alcun contatto con altri animali. Essendo costantemente circondati da molti bambini rumorosi questi animali possono provare stress e paura. In molti casi non ricevono le attenzioni adeguate e, di conseguenza, non vivono a lungo.1

Oltre ai danni causati agli animali usati durante le lezioni, queste pratiche possono influire negativamente sugli animali in altri modi.

I sostenitori della dissezione nelle scuole affermano che le “dimostrazioni dal vivo e gli esperimenti sugli animali durante l’istruzione secondaria sono metodi importanti per far sviluppare l’interesse dei bambini verso le scienze.”2 Tuttavia queste pratiche possono scoraggiare nella scelta di materie scientifiche molti studenti che si rifiutano di fare del male agli animali.3

Di conseguenza, le persone che si preoccupano di più per gli animali vengono scoraggiate a lavorare in ambiti in cuila dissezione e gli esperimenti sugli animali sono comuni, rallentando così lo sviluppo di paradigmi animalisti in queste discipline. Questo vale soprattutto per le donne, tra cui una maggior percentuale rifiuta pratiche che implicano lo sfruttamento deglianimali.

Inoltre, gli insegnanti possono avere un’influenza enorme sulla mentalità degli studenti. Se trasmettono loro l’idea che chi si oppone allo sfruttamento degli animali non ha priorità valide, gli studenti avranno meno probabilità di prendere in considerazione gli animali in futuro. In realtà, anche se gli insegnanti non si esprimessero apertamente sulle loro pratiche, diffonderebbero comunque quest’idea, dato chegli studenti vedrebbero che gli animali sono trattati come semplici oggetti a disposizione del volere degli umani.

Gli insegnanti che promuovono la dissezione spesso difendono questa pratica affermando che imparare senza utilizzare veri animali non è la stessa cosa. Sostengono che gli studenti imparano meglio quando possono vedere i dettagli durante una dissezione, osservare gli animali sezionati da diversi angoli ed esplorare diverse aree del corpo degli animali senza danneggiarne la struttura. Queste affermazioni vengono supportate da aziende che vendono animali per la dissezione e come strumenti da laboratorio in altri settori.

Ciononostante ci sono paesi in cui è molto insolito usare la dissezione degli animali come strumento didattico. Molti paesi che dedicano all’ istruzione un budget elevato e che sono rinomati per la qualità dell’insegnamento (come i paesi scandinavi) non usano animali nelle loro scuole.

Tuttavia il nocciolo della questione è se sia accettabile o meno l’utilizzo degli animali per questo fine. Non viene mai considerato accettabile usare gli umani per studiarne l’anatomia e la fisiologia, anche se è generalmente riconosciuto che ciò rappresenterebbe il modo migliore per farlo. Se rifiutiamo il punto di vista specista, non possiamo considerare inaccettabile l’utilizzo di umani per la dissezione e approvare invece l’uso di animali non umani per lo stesso scopo.

A volte la reazione di chi si oppone all’ utilizzo di animali a fini di ricerca o insegnamento viene definita “sentimentale.” L’uso di questa argomentazione dimostra che si può difendere questa pratica solo accettando di trascurare gli interessi degli animali e accettando una posizione specista, dal momento che nessuno userebbe mai il termine “sentimentalismo” parlando di pratiche che porterebbero alla morte certa o alla tortura di esseri umani.

Da dove provengono gli animali utilizzati nell’istruzione?

Comunemente, gli animali usati nelle scuole vengono catturati in natura, ma possono anche essere comprati da allevatori. Ci sono aziende che si occupano nello specifico dell’allevamento di massa di animali a questi fini, della loro cattura, del loro acquisto da parte di piccoli rivenditori, della vendita e raccolta di animali indesiderati e della loro distribuzione. Alcuni esempi di queste aziende sono: CBSC, Fisher Scientific e Nasco.

Gli animali che vengono catturati soffrono moltissimo prima di venire uccisi. Le rane, ad esempio, vengono spesso ammassate a dozzine in sacchi dove rimangono senza cibo per più di una settimana e vengono idratate solo dall’acqua che gli viene buttata addosso di tanto in tanto. In molti casi le rane soffrono colpi di calore che, se non ne causano la morte, provocano loro molto dolore.

Molti animali che non muoiono in questo modo o mentre sono catturati possono venire uccisi con l’ausilio di sostanze chimiche o alcol, il che può causare loro fino a 20 minuti di sofferenza prima di morire.

Ciò non riguarda esclusivamente le rane, ma anche molti altri animali.

A volte gli istituti scolastici stessi allevano gli animali in terrari o stalle A volte ne allevano così tanti che alla fine non tutti vengono utilizzati negli esperimenti. Gli animali che sono considerati “superflui” vengono uccisi.

Cani e gatti possono provenire da canili e gattili. In alcuni luoghi (incluse alcune zone degli Stati Uniti), le istituzioni o organizzazioni che ricevono assistenza pubblica, sono obbligate dalla legge a fornire degli animali a laboratori e altre istituzioni che vogliono utilizzarli come strumenti da laboratorio.

Infine, i corpi di alcuni animali possono essere ottenuti da fattorie o macelli dopo che sono stati uccisi per le loro carni o la loro pelle. I feti dei maiali vengono strappati dall’utero delle scrofe incinte dopo che sono state macellate.

Anche se, come in questi casi, gli animali non vengono uccisi solamente a fini educativi o per l’utilizzo in laboratorio, ma per essere sfruttati in altri modi, come ad esempio l’agricoltura animale, usarne i corpi contribuisce al loro sfruttamento.

Ciò avviene anchequando si vogliono ottenere parti di animali, come ad esempio occhi di mucca, cervello di pecora o cuori di maiale. Essi possono essere comprati da un macellaio, al supermercato o direttamente nei mattatoi. Comprare parti di animali fornisce soldi all’industria dello sfruttamento animale, contribuendo a perpetuarlo.

Il progresso dell’obiezione di coscienza

L’obiezione di coscienza consiste nel rifiutarsi di compiere determinate pratiche per motivi etici. Questo sta diventando sempre più comune in luoghi dove è richiesto di lavorare con gli animali.4

Ci sono ancora degli insegnanti che vedono l’obiezione di coscienza come una sfida alla loro autorità. Nonostante non sia vero, questo atteggiamento può predisporre gli insegnanti contro l’obiezione di coscienza.5 Potrebbero dimostrare la loro disapprovazione, richiamando l’attenzione sugli studenti che si rifiutano di sezionare gli animali. Anche se hanno il diritto di obiettare e non vengono loro imposte sanzioni formali, gli insegnanti possono comunque punire gli studenti ridicolizzandoli in classe. La pressione da parte di insegnanti e compagni scoraggia gli studenti che non vogliono far del male agli animali.

Gli studenti che non vogliono partecipare ad esperimenti fonte di dolore per gli animali possono anche dover affrontare conseguenze più gravi. Ci sono stati casi in cui gli studenti sono stati portati in tribunale per obbligarli a partecipare a questi esperimenti. Fortunatamente l’obiezione di coscienza viene sempre più spesso accettata come opzione etica perfettamente valida. Le pressioni, incluse quelle formali, contro l’obiezione di coscienza vengono sempre più spesso considerate inaccettabili.6

Sempre più Paesi stanno riconoscendo l’obiezione di coscienza come un diritto. Negli Stati Uniti ci sono 16 Stati in cui l’obiezione di coscienza viene riconosciuta. Questi Stati sono: California, Florida, Connecticut, Illinois, Louisiana, Massachusetts, Maine, Maryland, New Mexico, New Jersey, New York, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, Virginia e Vermont. Inoltre c’è sempre più consapevolezza e considerazione da parte degli insegnanti verso gli studenti che si rifiutano di praticare esperimenti sugli animali, e anche una maggiore volontà ad abbandonare questo tipo di esperimenti.

Il passaggio a metodi che non implicano l’ uso di animali

Inoltre, essendo disponibili sempre più metodi per studiare l’anatomia e la fisiologia degli animali senza l’utilizzo di animali vivi, porterà ad una graduale diminuzione del loro sfruttamento. Negli Stati Uniti, l’Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali (NSTA) supportava tradizionalmentegli esperimenti sugli animali, ma dal 2008 ha rivisto la propria posizione ed ha fatto i primi passi per riconoscere che i metodi che non coinvolgonogli animali sono altrettanto efficaci per l’insegnamento.

Uno dei metodi usati al giorno d’oggi per studiare l’anatomia e la fisiologia degli animali senza sezionarli implica l’utilizzo di grafiche e foto (e microfoto) di alta qualità che mostrano l’anatomia degli animali nei minimi dettagli. Un altro metodo è l’uso di modellini di rana toro in vinile dotati diappendici, organi e persino la struttura molto dettagliata degli organi stessi. Ci sono anche programmi di realtà virtuale come V-Frog™, che permettono agli studenti non solo di vedere l’anatomia delle rane, ma anche di effettuare una vasta serie di dissezioni virtuali senza fare del male agli animali.

Una delle ragioni per cui i centri educativi hanno iniziato a sostituire gli animali vivi con software e modellini inanimati è l’elevato risparmio di denaro (visto che non devono più acquistare animali per ogni singolo studente anno dopo anno). Sono più convenienti anche perché gli insegnanti non devono passare molto tempo a preparare gli animali per le dissezioni (risparmiando quindi tempo) e a disfarsi dei corpi dopo che sono stati usati. Evitano inoltre l’utilizzo di formalina per preservare intatti i corpi, e altre attività spiacevoli e potenzialmente tossiche, collegate alla dissezione di veri cadaveri e parti del corpo.

Nonostante ciò, vi sono anche altri motivi alla base del cambiamento verso metodi di insegnamento alternativi. Anche il crescente riguardo degli umani verso gli animali, e la lotta di molti studenti che si sono rifiutati di effettuare esperimenti su di loro, hanno avuto un ruolo strumentale in questo cambiamento.


Ulteriori approfondimenti

Adkins, J. & Lock, R. (1994) “Using animals in secondary education— a pilot survey”, Journal of Biological Education, 28, pp. 48-52.

Asada, Y.; Tsuzuki, M.; Akiyama, S.; Macer, N. Y. & Macer, D. R. J. (1996) “High school teaching of bioethics in New Zealand, Australia, and Japan”, Journal of Moral Education, 25, pp. 401-420.

Balcombe J. (2000) The use of animals in higher education: Problems, alternatives, and recommendations. Washington, D. C.: Humane Society Press.

Balcombe, J. P. (2001) “Dissection: The scientific case for alternatives”, Journal of Applied Animal Welfare Science, 4, pp. 117-126.

Brown, M. J.; Pearson, P. T. & Thompson, F. N. (1993) “Guidelines for animal surgery in research and teaching”, Journal of the American Veterinary Medical Association, 54, pp. 1544-1559.

Carlson, P. (1995) Alternatives in medical education: Nonanimal methods, Washington, D.C.: Physicians Committee for Responsible Medicine.

Cross, T. R. (2004) “Scalpel or mouse: A statistical comparison of real and virtual frog dissections”, The American Biology Teacher, 66, pp. 408-411.

Hart, L. A.; Wood, M. W. & Hart, B. L. (2008) Why dissection?, Westport: Greenwood.

Hug, B. (2008) “Re-examining the practice of dissection: What does it teach?”, Journal of Curriculum Studies, 40, pp. 91-105.

Humane Society of the United States (2008) Comparative studies of dissection and other animal uses [Washington, D. C.: Humane Society of the United States, consultato il 19 luglio 2010].

Jukes, N. & Chiuia, M. (2003) From guinea pig to computer mouse: Alternative methods for a progressive, humane education, 2nd ed., Leicester: InterNICHE.

King, L. A.; Ross, C. L.; Stephens, M. L. & Rowan, A. N. (2004) “Biology teachers’ attitudes to dissection and alternatives”, Alternatives to Laboratory Animals, 32, pp. 475-484.

Kingsmill, S. (1990) “Bullfrog blues: Where have all the bullfrogs gone?”, Seasons, 30 (2), pp. 16-19, 36.

Martinsen, S. & Jukes, N. (2005) “Towards a humane veterinary education”, Journal of Veterinary Medical Education, 32, pp. 454-460.

National Association of Biology Teachers (2019) “NABT position statement: The use of animals in the biology education”, Position statements, NABT, July [consultato il 8 settembre 2020].

Nobis, N. (2002) “Animal dissection and evidence-based life-science and health-professions education”, Journal of Applied Animal Welfare Science, 5, pp. 157-161.

Oakley, J. (2009) “Under the knife: Animal dissection as a contested school science activity”, Journal for Activist Science and Technology Education, 1 (2), pp. 59-67 [consultato il 28 febbraio 2021].

Oakley, J. (2013) Animal dissection in schools: Life lessons, alternatives and humane education, Ann Arbor: Animals & Society Institute.

Rasmussen, L. M. (2001) “Life sciences learning: An approach that promotes progress and respects life”, Journal of Applied Animal Welfare Science, 4, pp. 131-134.

Sapontzis, S. F. (1995) “We should not allow dissection of animals”, Journal of Agricultural and Environmental Ethics, 8, pp. 181-189.

Valli, T. (2001) “Dissection: The scientific case for a sound medical education”, Journal of Applied Animal Welfare Science, 4, pp. 127-130.


Note

1 Per questo motivo, anche le organizzazioni come l’RSPCA (Società Reale per la Protezione degli Animali) che non si oppongono a tutte le pratiche che usano gli animali, si oppongono all’uso degli animali come “animali domestici” nelle scuole: Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (2007) Education and animals: Guidance for education establishments in England and Wales, Southwater: RSPCA.

2 Institute of Laboratory Animal Resources; Commission on Life Sciences; National Research Council; National Academy of Sciences & National Academy of Engineering (1989) Principles and guidelines for the use of animals in precollege education, Washington: National Academy of Sciences.

3 Capaldo, T. (2004) “The psychological effect on students of using animals in ways that they see as ethically, morally and religiously wrong”, Alternatives to Laboratory Animals, 32 (1, suppl.), pp. 525-531.

4 Francione, G. L. & Charlton, A. E. (1992) Vivisection and dissection in the classroom: A guide to conscientious objection. Jenkintown: American Anti-Vivisection Society.

5 Oakley, J. (2012) “Dissection and choice in the science classroom: Student experiences, teacher responses, and a critical analysis of the right to refuse”, Journal of Teaching and Learning, 8 (2), pp. 15-29 [consultato il 26 febbraio 2021].

6 Balcombe, J. P. (1997) “Student/teacher conflict regarding animal dissection”, The American Biology Teacher, 59, pp. 22-25.

Animal Ethics in altre lingue